Su Mediolanum il peso delle svalutazioni

Assicurazioni. Il risultato netto scende del 60% a 60 milioni - In calo le masse gestite

Su Mediolanum il peso delle svalutazioni

IL RISCHIO ITALIA Ennio Doris: serve «un premier di grande prestigio e riconosciuto sui mercati» che possa adottare le misure «impopolari»

MILANO Mediolanum archivia i primi nove mesi del 2011 con l'utile netto di gruppo in calo del 60% a 60,7 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il risultato netto risente della rettifica di valore per impairment dei titoli governativi greci in portafoglio, con un costo pre-tasse di 8o milioni, e del contributo negativo degli investimenti a fair value, pari a52 milioni.Le minusvalenze di 73 milioni, non realizzate e quindi solo potenziali, sono dovute «alla particolare situazione di mercato a fine settembre» e non essendovi aspettative di realizzo è «previsto il recupero alla naturale scadenza dei titoli», si legge in un comunicato della società. Senza tali «perdite temporanee di valore e la svalutazione una tantum dei titoli greci» il risultato dei primi nove mesi dell'anno sarebbe stato superiore al risultato dello stesso periodo dei 2010, nonostante il mancato apporto di commissioni di performance per circa 66 milioni rispetto all'anno scorso. Nel periodo, poi, le masse amministrate sono diminuite del 2% attestandosi a 44,85 miliardi di euro e la raccolta netta ammonta a 2,31 miliardi. Sul mercato domestico l'utile netto è sceso del 59% a 64,4 milioni, mentre le masse amministrate sono diminuite del 2% a 42,955 miliardi. Nel dettaglio Banca Mediolanum ha registrato una raccolta netta di 1,659 miliardi su un totale di 1,07 milioni di clienti e circa 600mila conti correnti e di deposito. Banca Esperia, invece, ha registrato una crescita del 5% delle masse amministrate a 13,026 miliardi e un utile ante imposte più che raddoppiato rispetto al 2010 a 1,1 milioni. Il consiglio di amministrazione del gruppo, che ha analizzato ieri i conti, ha approvato la distribuzione di un acconto sul dividendo dell'esercizio pari a 7 centesimi di euro per azione. Il cda ha inoltre deliberato l'emissione di prestiti obbligazionari non convertibili fino a un massimo di 250 milioni, che potranno essere collocati entro il 3o giugno 2012 sul mercato italiano. L'ammontare ricavato dall'emissione, spiega la società, sarà destinato essenzialmente alla ristrutturazione degli strumenti di indebitamento a breve termine con istituti creditori esterni al gruppo. «Guardiamo al futuro a breve con grande ottimismo, certo nel presupposto che l'Italia risolverà i suoi problemi» ha commentato l'amministratore delegato di Mediolanum, Ennio Doris, presentando i risultati dei 9 mesi agli analisti non rinunciando a lanciare il suo messaggio positivo, basato sull'attesa di un rimbalzo dei mercati legato al superamento della crisi del debito da parte dell'Italia. Da qui la previsione di un aumento delle commissioni di performance e delle masse gestite dal gruppo. Il titolo Mediolanum, dopo l'annuncio di risultati appesantiti dalla svalutazione dei bond greci, ha chiuso la seduta con una flessione dei 4,08%, a 2,584 euro, in linea con il listino.

Mo.D.